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Thermite è morto!

jmenezmoto

“Thermite è morto! Quel figlio di puttana lo ha beccato alle spalle”. La voce di Dark risuona limpida nell’auricolare dell’elmetto.
Thermite era un fottuto dinamitardo, il suo soprannome deriva dalla passione per gli esplosivi. É grazie a lui se siamo ancora vivi. Aveva minato mezzo palazzo. Le sue cariche avevano fatto il loro dovere. Due di quei bastardi che erano venuti a snidarci erano rimasti secchi sulle sue bombe al plastico.
Ci avrebbero colto di sorpresa. La sorpresa però gliela ha fatta lui, Thermite.  Peccato ne abbia goduto per poco.
Non è stata una grande idea infilarsi in questa trappola. Per cosa, poi? Per soldi. Per essere i migliori… siamo mercenari. Qualcuno potrebbe dire che siamo dalla parte sbagliata. In fondo i nostri nemici, quelli che ci vogliono fare la pelle, sono forze dell’ordine. Ma cosa ci distingue veramente da loro? Niente. Avremmo potuto essere noi da quel lato della barricata. E loro dalla nostra. Sono uomini speciali. Come noi. La regola d’ingaggio per tutti è uccidere…. e rimanere vivi. É come una partita con una solo obiettivo: loro devono far fuori noi, noi dobbiamo far fuori loro. Siamo al di là del bene, al di là del male.

Thermite è morto e noi siamo rimasti in quattro. Quei bastardi sono solo in tre. Ma sono forti. Sono cani da guardia. Ci hanno stanato con i droni. Con quelle tecnologie diaboliche sanno perfettamente dove siamo. Certamente conoscono anche la mappa di questo palazzo direzionale, questa speculazione edilizia, questo cumulo di uffici vuoti.
“Il bastardo si è nascosto sulle scale, non lo vedo più. State attenti, ha un fucile a pompa”.
É sempre Dark, era con Thermite e l’ha visto morire. Ci eravamo barricati bene, ma il cane è entrato dall’alto, sfondando il controsoffitto, dove si era intrufolato come un verme, è piombato sul tavolo della sala riunioni. Ha colpito Thermite alle spalle ed è sparito come un fantasma. La stanza è un macello. Sangue ovunque, sedie e catalogatori ribaltati, porte e finestre sfondate. Dark ha sventagliato decine di colpi da 9mm, a vuoto. Le pareti sforacchiate ne sono testimoni.
Sky e Michael sono al piano di sotto, io addossato alle pareti con il rilevatore di presenza in mano, cerco di capire da dove arrivano quegli schifosi. “ce ne è uno qua dietro, nel corridoio…” comunico ai compagni.
Michael sale… Aspetta, accidenti! Non esporti così! Ci ha visti! Quello spara preciso! Cazzo, se lo è beccato in pieno. Il giubbotto antiproiettile ha tenuto, Micheal è ancora vivo. Ma è a terra, ha una gamba perforata. Chiede aiuto. Ne ha per poco. Quella ferita è da clampare immediatamente. É un lago di sangue. Sky, attento, non puoi aiutarlo, devi pensare al nemico, altrimenti quello becca anche te. Sta sparando ancora. Sembra pioggia. Non vuole che ti avvicini. Ma sta sparando troppi colpi, se continua così deve ricaricare. Non sarà così stupido. Infatti ha smesso.
“Invece è un coglione. Sky, è dietro la parete di cartongesso”
La voce di Sky, nell’auricolare, risponde calma “Lo so”.
Gli spara da lì. I colpi attraversano il cartongesso come burro squagliato. Il bastardo è fottuto. Purtroppo anche Michael…
É ora di muoversi, se resto fermo mi beccano. Il cane che ha freddato Thermite è troppo abile, deve esser il capo di questo drappello di teste di cuoio. Ma io so dov’è il suo collega. Ha lanciato un rampino sulla finestra… per imbrogliarmi. Non ci casco. Non sta salendo la corda, vuole che mi affacci… per spararmi dalla balconata. Esco di soppiatto dalla porta finestra. Mi vede… troppo tardi. Lo massacro!
“Dark, è rimasto solo un nemico”
“Quel figlio di puttana lo voglio far fuori io, lasciatelo a me”
“No Dark, non fare stupidate, riunisciti a Sky, quel tipo è troppo pericoloso”
Troppo tardi. Il palazzo sussulta. Improvvisamente il segnale di Sky scompare.
Mi inginocchio. Col guanto mi tengo la bandana sulla fronte. Vetri sono scoppiati anche qua.
“É un bastardo! Un figlio di puttana! Ha ucciso Sky con una bomba. Questo ci fa fuori tutti!
“Dark, aspetta, stai calmo. Siamo in due. Se lo circondiamo è finito”
“Non so, Boss, è troppo abile. Io, un figlio di puttana così, non l’ho mai incontrato. Come fa a sapere sempre dove siamo? Eppure ho distrutto tutti i suoi droni e le sue fottute telecamere…”

Ci riuniamo nella stanza che avevamo barricato, quella che ritenevamo più sicura e notiamo che è passato anche da lì e ha disinnescato le nostre trappole. È davvero un demonio.
Il tempo sembra eterno. Dark fa capolino dietro una poltrona, io sono nell’angolo opposto in posizione supina. Giù la testa e visuale in alto! Che provi solo a fare lo scherzo con cui ha spacciato Thermite….
Attendiamo ancora. Forse non arriva. Che sia uscito dal palazzo? Siamo immobili da troppo tempo.
Improvvisamente tre colpi secchi. Dark si accascia.
“É un bastardo di merda, lo sapevo!”
Come ha fatto? Da dove ha sparato? Non c’è tempo per pensare. Sposto la visuale in modo rapidissimo da un lato all’altro, quasi ondeggiando, l’istinto lavora. Ecco! C’è una fessura nel muro. Quando è passato di qui ha lasciato quella frattura apposta!
La voce di Dark continua ossessiva: “Mi ha ammazzato! Resti solo tu, fai fuori quel figlio di puttana!”
Dark, stai un po’ zitto! Cazzo, parli sempre. Parli anche da morto!
Rotolo verso il centro della stanza, con agilità inaspettata, massiccio come sono e appesantito da armi e bardature. Qualche colpo proveniente dalla fessura mi sfiora. Bene, significa che il cane è ancora lì.
Sparo. Ne basta uno. Preciso. Io so dov’è, non mi importa di vederlo. Ho un’arma che non perdona. Un’arma che fa il suo dovere.
Dark urla come un pazzo “L’hai ammazzato! Ce l’hai fatta! Abbiamo vinto!”
Nelle cuffie il vociare dei compagni…
“Che bella partita! E ci abbiamo fatto pure una live, un bel video in diretta internet…”
Adesso Thermite, Micheal, Sky e Dark, insieme a me, commentano ogni singola mossa. Siamo così lontani ma la connessione ci rende così vicini, sembra quasi di abitare nella stessa casa, di vedersi tutti i giorni, siamo una squadra formidabile!
Sto ancora ballando e agitando il joystick nella mano, per sfogare l’esaltazione della vittoria, quando una voce si sovrappone a quella dei miei amici. É una voce un po’ roca, da adulto. Stride in mezzo all’acerbo suono di quelle note adolescenziali.
“Stronzetti! Chi è quello che si è divertito a darme del figlio di puttana… no perché voi ragazzi nun ve potete permette ciò, che ci avete sedicianni”
Cazzo! È il capo della squadra avversaria, quello che ho ammazzato per ultimo. È entrato nella live. Ci ascoltava da prima. Ecco perché conosceva le nostre mosse! Altro che abilità! È un imbroglione schifoso… ma adesso cosa vuole?
“Io non ho sedici anni, ne ho diciannove” risponde lesto Sky
“E io ne ho diciassette” aggiunge rapido Dark che non vuole restare indietro “tu che cazzo vuoi?”
Io sono il più piccolo e me ne resto in ascolto senza parlare. Mi sembra che il tipo voglia attaccare briga.
“Sentite, stronzetti, io ci ho quarantaquattro anni e nun me va de sentirme dà del bastardo e del figlio di una mignotta”
“Oh, ma è normale, quando si gioca, è quasi un complimento”
“No, no. Che fai? Me sta a pijià pel culo? Dimme dove abiti che vengo lì e te sparo in bocca” la voce del tipo si fa proprio cattiva.
“Ah, ah, se vuoi sapere come si chiama te lo dico io, si chiama Dark e abita in Darklandia” Sky è proprio sfacciato. Lo vuol fare imbufalire. Ironizza e ride e fa ridere gli altri…
“Ah sì? Uscisse fori quello che mi ha dato del figlio de mignotta! Che io vengo lì e te sparo in bocca! Che la pistola ce l’ho sur serio, mica come voi imbecilletti che giocate a guardie e ladri. Io so sparà per davvero! Uscisse fori, che vengo lì e je sparo in bocca!
Uscisse fori, se ci ha er coraggio… dimme dove stai de casa!” Urla, il cafone.
“Bruci perché hai perso”
“Dai ragà, lasciate stare, è un vecchio…”
“E guardavi pure la nostra live per fregarci…”
“Non sei buono! Buuuu…”

Ora l’urlo del vecchio diventa un sibilo
“Uscissssss…..”
Il contatto si chiude.
Thermite, che faceva da server, ha pensato bene di chiudere la live e la poco divertente conversazione.

Misero quarantenne che sfoghi le tue frustrazioni urlando ad un nugolo di adolescenti, dietro lo schermo della grande rete, che immagini di trasferire nella realtà il piombo sventagliato virtualmente.
Non sai che la guerra e le sparatorie hanno senso solo se sono un gioco per ragazzini?
Quali rabbie e quali ansie nascondi nella pistola che celi nel cassetto?
Non hai capito che quella pistola non ti proteggerà dalla barbarie…? Quella pistola è la barbarie.

RAP CRISTOLOGICO

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IL RAP CRISTOLOGICO

Io sono il ladrone che non si è pentito
non son mica Dimaco, io sono Tito.
Merito il palo, la gogna e la buca.
Lo dice anche l’altro, basta leggere Luca.

Sono io l’adultera che la folla assaliva.
Or se son viva che mi dici di fare?
Di starmene buona e di non fornicare…
Ma io voglio il peccato, non pietre scagliare!

Voi che non rendete la gloria
così vi condanna la storia.
E siete l’appiglio per dire
Che è sempre più bravo il servile.

Noi siamo i lebbrosi che tu hai guarito
e non siamo tornati a baciare il tuo dito.
Te ne restan milioni col volto disfatto,
vai un po’ da loro a proporre il contratto.

Noi siamo cinque, le spose distratte
che dovevano intatte aspettare con garbo.
La verginità era meglio darla a un bastardo
che attendere invano lo sposo in ritardo.

Voi che non rendete la gloria
così vi condanna la storia.
E siete l’appiglio per dire
Che è sempre più bravo il servile.

Io sono il fico che non fece la frutta,
perché me ne stavo nell’epoca asciutta.
Ascoltami bene qual è la ragione…
non te l’avrei data manco fosse stagione!

Io sono il cammello del giovane ricco
Ma poi, son cammello o sono una fune?
Sai dove lo ficco di andar per le crune?
Lasciatemi in pace, preferisco le dune.

Voi che non rendete la gloria
così vi condanna la storia.
E siete l’appiglio per dire
Che è sempre più bravo il servile.

Nota:
la strofa 1. passi di Lc 23,39 e Gv 8,3
la strofa 2. passi di Lc 17,11 e Mt 25,1
la strofa 3. passi di Mc 11,12 e Mt 19,23

IL MERITO

Chi mi aiuta con sto RAP?

Non so comporre le note. La musica non la so fare, purtroppo non sono capace.

Io ci metto le parole. Forse la rima baciata non è la più indicata, ma con l’hip hop non si dovrebbe andare troppo per il sottile… Qualcuno si offre di metterla in musica?

rap

IL MERITO

Sapevi che devi saperti inventare il lavoro
sono anni che te lo dicono tutti in coro

Non sei meritevole se non sai presentare la domanda
non sei meritevole se non hai la raccomanda

Non sei meritevole se non hai le competenze
non meriti niente, sei un fallito, se hai contro le sentenze!

Viva il merito che ci rende tutti belli
viva il merito che ci rende un po’ più snelli
Chi non merita sia tosto rottamato
che un robot al suo posto è prenotato.

E smettila di dire che fai solo il tuo dovere
è il minimo sindacale, a chi la dai a bere?!

Non sei meritevole se non hai il sorriso giusto
non sei meritevole se il capo non ti ha in gusto

Non sei meritevole se ti credono un po’ pazzo
non sei meritevole, fai schifo, non meriti proprio un cazzo!

Viva il merito che ci rende tutti belli
viva il merito che ci rende un po’ più snelli
Non sei capace di fare il robottino?
sei rottamato! Questo è il tuo destino.

Ma che diritti, i tuoi son solo privilegi
non sei in miniera, di che ti fregi?

Non sei meritevole se a casa hai un vecchio da curare
non sei meritevole se hai un bambino da sfornare

Non sei meritevole se hai la bile grossa
non meriti un cazzo, vai via, meriti di andare nella fossa!

Viva il merito che ci rende tutti belli
viva il merito che ci rende un po’ più snelli
Non sei bravo a caricarti quella soma?
al tuo posto è già pronto un bell’automa!

Proiettili Matematici

unghie dadi

1) All’inizio disegnavo intere saghe, poi mi sono limitato a storie brevi. Infine sono passato alla striscia e alla vignetta.
La mia pigrizia non mi ha dato tregua: sono approdato all’aforisma.

2) Mi disse, con fare minaccioso: “Adesso facciamo i conti!”
Era uno che non conosceva nemmeno le tabelline.

3) Ha sempre fatto tutto in 4 e 4 otto, il sedici gli era troppo complesso.

4) Se i problemi potessero essere chiamati giochi, come negli esercizi di matematica, la vita sarebbe più divertente..

5) Sei terzi è più difficile, due primi invece… Pelè e Bolt.

6) Meni gran vanto se corri in macchina ai duecento all’ora… rispetto alla terra… e nemmeno sai quanto vai veloce rispetto al sole.

7) So che ti piacerebbe sputare dalla finestra di un palazzo e poi scendere le scale così velocemente da giungere proprio sotto e poter guardare il tuo volto radioso nel gesto osceno.

8) Si impegnava all’ennesima potenza. Ma era l’ennesima potenza di zero.
E se anche n fosse stato zero… non ti dico.

9) Puoi sempre costruire una frase logica. Tienine conto quando vuoi dare un senso a qualcosa che non ce l’ha.

10) Con la logica, lavorando sulle premesse, si può dimostrare di tutto. Ma ancor meglio si può fare senza logica.

11) Se il mio tempo fosse eterno potrei dedicarmi a cercare di capire se esiste l’infinito.

12) Con lo sconto del 30 per cento lo paghi di più di una cosa non scontata. Un affarone!

13) Ogni insegnante dovrebbe essere obiettore di coscienza nei confronti del concetto di sconto.

14) Tutti lì a preoccuparsi degli universi paralleli… perché non hanno ancora visto quelli perpendicolari!

15) Fumare fa malissimo! Una sigaretta equivale a un’ora di passeggio lungo una strada trafficata di una grande città. D’altra parte l’inquinamento cittadino è terribile: passeggiare dieci minuti lungo una strada ad alto traffico è come fumare una sigaretta.

16) Per smettere di fumare occorre una grande forza d’animo. Un mio amico ha dimostrato di possedere una volontà davvero ferrea: è riuscito a smettere di fumare ben dodici volte.

17) Era una persona a 360 gradi; infatti era una palla.

18) Non era molto acuto. In compenso gli veniva bene l’angolo retto.

19) Potrei anche accettare il calcolo statistico, se solo non lo usasse lo psicologo.

20) Un insigne psicologo da rotocalchi afferma che le persone che sistemano il letto appena alzati sono avvantaggiati nella vita poiché hanno attitudine al comando.
Ora mi chiedo se il Generale De Gaulle si facesse il letto al mattino presto o se glielo facesse la colf.

21) “L’ottanta per cento della relazione è fatto di comunicazione non verbale”. Effettivamente…solo in quella frase ce ne è il cento per cento!

22) Era una persona molto metodica e determinata. Non sopportando l’estate, ogni primo d’agosto si suicidava.

23) In un telegiornale di economia e finanza, vidi un servizio che trattava di sanità. Si affermava che, grazie ai nuove conoscenze del DNA, si può arrivare a definire la probabilità di sviluppare malanni da parte di ogni individuo e quindi proporzionare ad essa la retta da pagare al Servizio Sanitario Nazionale. Ecco un esempio di come scienza e matematica possano produrre disastri se lasciate nelle mani degli economisti.

24) La cura di biologie vegetali richiede un paziente rispetto di tempi che sono altro rispetto a noi.
Difficilmente chi richiede al mondo di piegarsi ai propri ritmi può far sbocciare un fiore.

25) Se tutta la volontà si esaurisse nella macchina del nostro corpo, saremmo automi determinati, vaganti come zombi senza scelta. Se invece fosse il Libero Arbitrio a dare esercizio di sé, saremmo corpi la cui materia è mossa da un fantasma fuori dal nostro mondo. È proprio vero che se Dio esiste si chiama Dario Argento.

26) Poi viene quel teologo a dirci che il fatto di poter scegliere se tirare una bastonata al primo che incontri si chiama Libero Arbitrio ed è un gran dono che ci ha fatto quel personaggio di nome Dio.
Quando io vorrei solo poter scegliere fra il treno per Betelgeuse e la carovana per Antares.

27) Trovare una ragione mistica aiuta. Se non altro solleva dalle responsabilità.

28) Il grado di fanatismo di un individuo lo si misura nella sua reazione all’ironia.

29) L’Idrogeno all’Elio: “io sono il solo uno”
l’Elio rispose: “non avrai altro due all’infuori di me”.

30) Ridicolo è chi cerca di seminare l’erbetta di Dio nella foresta della scienza.

31) La vita è una caduta nel vuoto, di una manciata di milioni di miliardi di chilometri, a campo gravitazionale a noi consueto.
In fondo c’è il duro asfalto.

32) Tutta ‘sta fatica per cercare di pesare l’anima. Poi magari salta fuori che è fatta di elio.

33) Se dividi le cose per zero virgola cinque è come moltiplicarle per due. C’è spazio per un Gesù Cristo in ognuno di noi!

34) Tanti confondono il concetto di evoluzione con quello di progresso. Ma se proprio vogliamo usarlo in questi termini, allora le formiche sono molto più evolute di noi: loro sanno arrampicarsi sugli specchi.

35) Ma chi è veramente certo dei propri dubbi?

36) Se rimani senza parole usa i numeri.

Frutta e Verdura

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Le dimensioni del supermercato oltrepassano quelle di una piazza d’armi con tutti gli acquartieramenti. Mi aggiro, malamente guidato dai cartelli stradali: merendine, tè, caffè. Uova, latte. Prodotti per l’infanzia…

Mi chiedo perché non forniscano una mappa all’ingresso, come nei grandi parchi giochi.

“E’ lì! E’ lì!” Un bimbo vociante urta il mio carrello inseguendo un pokémon che, evidentemente, si nasconde fra le scatole dei pelati, visto che lo sciagurato ne fa cadere un’intera fila, per la gioia della madre che, improvvisamente, è costretta a riemergere dal gruppo di mamme whatsapp che la stava fagocitando. Già, altro che mappa! Ecco cosa ci vorrebbe! Una app con i prodotti georeferenziati da trovare con uno smartphone! quello sarebbe comodo! Il mio pokémon leggendario è una tisana di mela e cannella e da ore sto inseguendo una irraggiungibile crema solare. Frustranti ricerche. Introvabili nei luoghi ad essi deputati, chissà in quale sezione si sono rimaterializzati, in permutazioni generate da chissà quale esoterico criterio. Pazienza, qualcosa bisogna pur abbandonare.

Chiedo asilo all’area degli ortaggi, un’oasi dove ritemprarmi. Qui, fra i ceppi di insalata e i vassoi di funghi, le certezze non vengono intaccate. Le mele sono mele e le zucchine zucchine. Mai capiterà di non trovarli qui perché spostati fra i prodotti omeopatici o fra gli oggetti da necessaire per signora.

Sacchetti nel carrello, codici nella mente, mi avvicino sicuro alla bilancia. Noto con curiosità che nella pulsantiera i codici sono stati distinti in due gruppi: frutta e verdura. Non c’è limite di decenza al bisogno umano di catalogare… Poi, qual è la differenza fra frutta e verdura? Il pomodoro è un frutto? O è verdura? E il peperone? Quello rosso è frutto e quello verde, appunto, è verdura? Mi aggrappo ad una sistematica certezza: i funghi appartengono al regno dei funghi.

Davanti a me indugia una ragazzina. Magretta, la borsetta della Gola a tracolla, il risvoltino all’altezza giusta, attorno ai suoi acerbi occhioni, un modo di tenere la bocca insegue un’espressione del viso ancor più smunta di quello che già è. Armeggia un pesante mango fra le mani.

Con un tono di voce allarmato chiama in soccorso la nonna. Si presenta una signora sorridente, semplice e gradevole “Cosa succede, Nanì?”

“Nonna” le dice indicando la pulsantiera dei codici, “Perché hanno messo il mango fra la frutta?”

“Ma perché è un frutto” risponde filosoficamente la signora.

“Non lo sapevo… Allora non lo posso mangiare”

“Perché, Nanì?”

La giovane stira le labbra e alza gli occhi cercando l’espressione solenne delle sentenze : “Perché in questo periodo ho deciso di mangiare solo verdura!”

La nonna non sa se ridere o prendersela di fronte a tale dichiarazione di veganesimo estremo. Disponendo di una mimica ben più ricca della nipote, alterna una serie di quattro o cinque espressioni facciali che dicono quanto va detto, con la forza del linguaggio ineffabile. Poi, pacatamente: “Nanì, se vuoi mangiare della verdura allora devi prendere un’altra cosa”

“Rimetto giù il mango al suo posto?” chiede la ragazza.

“No! No!” la blocca la signora, illuminandosi di uno sguardo gustoso “L’hai già prezzato, mettilo pure nel carrello, me lo mangio io!”

Immerso nel fruttuoso piacere di quelle parole prendo la via delle casse, riflettendo sul trenta per cento di inutilità infilate qua e là fra i prodotti nel carrello.

Ma oggi qualcosa di buono posso farlo, torno al reparto verdura. Non me ne andrò di qua senza portare con me un bel mango di saggezza!

Il Progetto Progetti

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Oggi non è pedagogia ciò che non si occupa di competenze. La competenza di frontiera è la capacità di partecipare con successo a bandi di progetto.

Una scuola che si dica tale ha il dovere di educare i ragazzi a confrontarsi con la necessità di reperire risorse tramite i canali istituzionali, le grandi aziende o le Fondazioni benefiche che controllano le più importanti banche.

Uno dei focus di tale progetto è abbattere quella mentalità rinunciataria per cui l’ente pubblico dovrebbe occuparsi di erogare servizi equi, mentalità che frena lo spirito di imprenditorialità che va alimentato in ogni giovane. Inoltre, il senso di richiesta che anima il principio di tutti i bandi si confà con lo spirito cristologico del “chiedete e vi sarà dato”, esaltando così le radici cristiane della nostra cultura.

Il virtuosismo tecnico, imprescindibile per l’elaborazione di qualsiasi bando, unito alla precisione protocollare, aiuta a disfarsi di ogni slancio ideologico legato a vetuste forme di pensiero un tempo connotate da colori politici: questo progetto si presenta perfettamente incolore.

Nella sua esplicitazione finale, il progetto permetterà un grande risparmio di risorse all’istituzione scolastica, poiché saranno gli studenti stessi ad occuparsi dell’elaborazione dei bandi, sì che la scuola potrà evitare i pesanti oneri dovuti all’ausilio di esperti esterni e i Dirigenti saranno sgravati di molto lavoro. Non solo, il processo non creerà solo economie, ma anche introito, in quanto le competenze potranno essere terziarizzate e vendute ad altre agenzie educative. Si dimostrerà così che la scuola non è necessariamente un mero centro di spesa, bensì un ente virtuoso in grado di auto finanziarsi.

Messo a sistema come progetto permanente, gli alunni potranno elaborare bandi per finanziare i progetti più importanti, quali quello contro il lavoro minorile, il progetto progetti in loop (ossia la reiterazione permanente del presente progetto), il progetto progetti progetti (ossia la fase avanzata del presente progetto) , il progetto per dimostrare che imparare a far progetti è più importante di imparare le materie tradizionali e, infine, il progetto start-up, cioè un progetto per chiedere che i progetti non siano più chiamati progetti, ma “start-up”, come già accade nella scuola per geometri.